Prima ancora della nascita ufficiale del cinema, si delineò l'esigenza di colorare l'immagine fotografica in bianco e nero, infatti sin dai primi anni del 900' molti registi iniziavano ad utilizzare qualche colore qua e la nelle loro pellicole.
L'introduzione ufficiale dei colori nel cinema avvenne nel 1935, quando la nuova tecnologia americana "technicolor in tricromia" venne utilizzata nel lungometraggio Becky Sharp di Ruben Mamoulian . Questa svolta è dovuta non tanto a un fattore tecnico quanto a un fatto espressivo,
infatti nel mondo del cinema, i colori ricoprono un ruolo fondamentale sotto l'aspetto psicologico. Solo a pensare che esiste una stretta relazione tra visioni cromatiche ed emozioni, ci viene facile intuire come questo concetto venga sfruttato dalle arti visive per suscitare sensazioni
più profonde ed intime nel pubblico. Come ci insegna l'enciclopedia del cinema:
"L'ingovernabilità dell'inconscio finisce, più in generale, per coincidere
con un'altra fondamentale 'impossibilità', quella dell'associazione
precisa e costante fra un dato colore e una data emozione".
Se infatti il
rosso, evoca di norma la passione e la violenza
prestandosi poi a mille variazioni e creando stimoli diversi, è noto che il verde, che per cristiani e
musulmani è vita, primavera, speranza, indica nel teatro greco e in
quello giapponese la disperazione, mentre il giallo può evocare tanto il sole, la prosperità, la gioia quanto la
perfidia, il peccato, il tradimento.
Infine propongo anche una palette di colori relativa ad una immagine tratta dal famosissimo film
Titanic, uno scatto in cui il color pesca giallo è evidenziato più che mai.
Sitografia:
www.treccani.it
Nessun commento:
Posta un commento